sabato 21 marzo 2009

Orgoglio e.



La parola pregiudicare è facilmente scomponibile in pre e giudicare. Solamente questa facile separazione permette di coglierne immediatamente il significato, anche per un italiano che è andato a vivere molti anni fa in Australia, ci ha trascorso l'intera sua vita ed è tornato ricordandosi solamente le formule di saluto/congedo. Per chi invece è andato a vivere in Groenlandia, ci penso io: pregiudicare significa "giudicare prima". Prima di cosa? Prima di conoscere come stanno realmente le cose, rispondo all'italo-groenlandese. Non solamente al tempo della fortunata Elizabeth Bennet e del bel tenebroso Mr. Darcy, le persone avevano la tendenza a pregiudicare, o a giudicare dalle apparenze; anche, e forse soprattutto, al giorno d'oggi il Pregiudizio sembra essere la nuova moda, accanto alle tute e agli harem pants. Mi spiego meglio. A volte le persone hanno dei pregiudizi che non implicano necessariamente che sottendano qualcosa di malvagio o immensamente crudele: questi sono i Pregiudizi Inconsapevoli. Faccio un esempio: una vostra amica vi sottopone, per l'ora del tè, dei piccoli dolcetti deformi, di un colorino poco allettante e duretti al tatto. La vostra prima impressione si sfogherà sicuramente in una smorfia di disgusto, e il vostro primo pensiero sarà sicuramente "Perché non ho fatto i muffins io come al solito?" Magari invece, assaggiandone uno, potreste scoprire che il dolcetto in questione è in realtà delizioso, che si chiama Brut e bon , e che andrà a sostituire nel vostro cuore la tanto amata Torta della Nonna. Poi ci sono i Pregiudizi Acidi, come può essere il commento pungente all'arrivo di una nuova collega, che si rivela racchia e grossa come Ugly Betty. Magari quella persona nasconde un animo bellissimo, e potrebbe diventare la vostra migliore amica, anche se non compra tronchetti di Prada. In questo caso il pregiudizio vi occluderà anche la possibilità di conoscere una nuova persona solo perché non è attraente esteriormente. A volte però i pregiudizi possono essere ben fondati. Ad esempio, se l'agenzia turistica sbaglia a prenotare e vi ritrovate ad alloggiare in un ostello sperduto situato nel ghetto più malfamato di Caracas (vicino al bar del Pampero), forse il vostro pregiudizio che vi porta a non uscire la sera è giusto, e vi eviterà di ritrovarvi con 200 euro in meno e con brutta gente intorno. A mio parere, però, i peggio sono i Pregiudizi Maligni&Stupidi&Ignoranti. Purtroppo sono anche i più diffusi. Occorre un esempio che è successo davvero, e che ancora, se ci ripenso, mi lascia a bocca aperta, ma non per lo stupore, piuttosto per l'indignazione. Insomma, ogni volta che ripenso all'evento mi viene da pensare in che mondo viviamo. Quest'inverno, in casa mia, si sono scoperti i Fagioli Neri (o messicani). Non li avevamo mai assaggiati, ma, non appena abbiamo ingurgitato la prima cucchiaiata, è stato amore a primo morso. Sono, secondo me, i legumi più buoni di tutti, e non sto esagerando. Scodelle su scodelle di tale prelibatezza hanno accompagnato molte mie cene in questa fredda stagione. Ecco, è successo questo: quando mia madre è andata a ricomprarli dal "Frutta&Verdura" di fiducia, non li ha ritrovati. Chiedendo alla commerciante (anch'essa di fiducia), ha saputo che erano andati a ruba, e che, per il momento, non li avevano riforniti. Fin qui tutto bene. A parte il dispiacere di non poter godere del tanto adorato fagiuolo a prezzo ragionevole e provenienza certa, sembrava tutto normale. Senonché. Esatto, senonché la commerciante ha aggiunto perplessa: "Che poi, chissà come fanno ad andare così a ruba! Io e la mia famiglia, per esempio, non ce la facciamo neanche ad assaggiarli, quei fagioli così neri!" Una esclamazione di questo tipo può farci riflettere su tante cose: sulla società razzista in cui viviamo, intollerante e bigotta, discriminante addirittura anche verso una cibaria per il solo colore che ricorda quello di un'etnia; su come i pregiudizi si possano rivelare totalmente infondati e sbagliati, talvolta crudeli; su quanto i fagioli neri siano gustosi e sull'animosità con cui ve li consiglio caldamente.

Poiché questo risotto che sto per proporvi è un piatto che ci ha accompagnato per tutto l'inverno, ne approfitto per partecipare al contest "Cattura questa stagione: inverno", bandito dal blog Pasta, amore e fantasia e sponsorizzato dalla celeberrima Compagnia del Cavatappi.
Visto che poi, l'inverno mica è ancora finito! Oggi che dovrebbe essere l'equinozio di primavera sembra di essere in una di quelle palline piene di neve finta che, se le agiti un po', scatenano una tempesta di cristalli di polistirolo.
Quindi, un'ultima coccola invernale per riscaldare queste sere.


Riso e fagioli neri

Ingredienti (per 2 persone)

200 g riso Arborio
100 g fagioli neri
2 spicchi d'aglio
1 scalogno
2 carote
1 costa di sedano
olio extravergine di oliva
sale

Procedimento

La sera prima, mettere a bagno i fagioli in una pentola, in modo che l'acqua li copra abbondantemente. La mattina, aggiungere un cucchiaio di sale e gli spicchi d'aglio, mettere sul fuoco, portare a ebollizione e far cuocere per almeno 2 ore e un quarto; se occorre, unire ancora acqua. Mescolate di tanto in tanto.

Preparare il riso, mettendo lo scalogno tritato in una padella con dell'olio. A fuoco basso, fare appassire appena lo scalogno, quindi unire la costa di sedano e le carote a pezzettini piccoli e far andare per altri due minuti. Unire il riso, facendolo tostare per due minuti circa. Alzare un po' la fiamma e far cuocere il riso, aggiungendo mano a mano i fagioli e il loro liquido di cottura ancora caldo quanto basta, in modo che venga assorbito dal riso. Trascorso il tempo di cottura del riso riportato sulla confezione, aggiungere un filo di olio a crudo, mescolare e servire.

9 commenti:

ღ Sara ღ ha detto...

che piatto meraviglioso!! proprio una coccola!!

paola ha detto...

una vera delizia...e i dolcetti optical?? me li ero persi!
bravissima!

Carolina ha detto...

Non lo voglio più catturare questo inverno, non vedo l'ora che se ne vada e la smetta di farci le finte...
Non ho mai provato questo genere di risotti, ma considerando il tempo che fa direi che sono ancora in tempo!
A presto!

eli ha detto...

Ciao Tartina,
Ah! i pregiudizi gastronomici, non me ne parlare, mi ci imbatto tutti i giorni. Ho un marito ipertradizionalista che guarda con sospetto tutto ciò che differisce da una pasta al sugo, e una bistecca con verdura. Ma a me piace cucinare e provare piatti nuovi, e siccome passo per l'estrosa di casa (leggi il sottotesto "svitata") mi si perdonano gli esperimenti culinari e alla fine riesco più o meno a spuntarla! eheheh :)

p.s. ho anch'io le pirofiline con il cestino, sono carinissime.

baciotti.

Fiordilatte ha detto...

Beh, io ho un pregiudizio sulla Trippa...non riesco a credere che quella cosa così orripilante sia buona ^__^. Non trovo davvero il coraggio di assaggiarla, provo ribrezzo alla sola idea!
Invece questi poveri fagioli neri me li mangerei volentieri.. :)
Dai confessa, ci sarà qualcosa che non mangi perchè l'aspetto ti infastidisce???? no? nulla??? :)

desperate.houseviz ha detto...

ciao tartina, sai che ho visto il tuo blog per la prima volta e mi piace un sacco?

COMPLIMENTI!

p.s. non mangio il fegato, perchè quando lo cucini impuzza da morire tutta la casa e mia madre me lo propinava senza sosta.

tartina ha detto...

@Sara: Grazie! Sì, è buonissimo :]

@paola: grazie!

@Carol: Quanto hai ragione... basta inverno! Però i risotti così sono fantastici.

@eli: Appunto, dovremmo essere più aperti alle novità! Mia mamma è uguale, guarda con diffidenza quasi tutte le novità che porto in tavola. Poi però, non si sa come mai, le trova sempre di suo gradimento lo stesso :P

@Fiordilatte: Io come te! La trippa proprio non ce la faccio a mangiarla, mi fa senso! Nono, io non ho mai detto di non avere pregiudizi gastronomici. Ho riportato l'episodio dei fagioli neri perché la commerciante si rifiuta di mangiarli perché sono NERI e ricordano una razza umana. Era questo l'episodio che crea in me il disgusto più assoluto, anche più della trippa!

@desperate: Davvero? Grazie mille!
Ahah il fegato! Ne ho mangiato a tonnellate da piccola. Adesso anche io lo ripudio :)
Torna a trovarmi!

Anonimo ha detto...

Che bello, finalmente hai pubblicato il tuo piatto preferito :)
Mi incuriosisce molto.

Con affetto,
la tua Cavia.

tartina ha detto...

@Cavia: Te lo farei assaggiare volentieri. Non per questo sei la mia Cavia! Ahah
:*