sabato 14 marzo 2009

Io non posso restare seduto in disparte, né arte né parte - Spaghetti alla chitarra con carciofi e pomodorini ciliegia


La parola "diapositive", solitamente, non porta con sé nulla di buono. I vostri vicini, una sera dopo cena, potrebbero costringervi a vedere le famigerate diapositive delle vacanze, e a quel punto non potrete sottrarvi al supplizio di vedere le loro facce ebeti e sorridenti tra le Piramidi di Cheope o davanti alla Tour Eiffel che emette luminescenze convulse. Oppure, le diapositive di un pupo appena nato. Dopo circa 10 "bellino" o "'ennino", vi potrebbe prendere una paralisi facciale, nonostante la tenerezza del bambino in questione. Una seduta di diapositive io non la augurerei neanche al mio peggior nemico, ecco. Potreste uscirne lobotomizzati, come Alex di Arancia Meccanica. È per questo che, quando il prof. di Citologia ed Istologia ha pronunciato la parola "diapositive", mi si è chiuso lo stomaco dalla paura. Immagini su immagini di microscopi ottici, focali, fluorescenti, si susseguivano davanti agli occhi stanchi di più di cento studenti, immersi nella penombra per favorire la riuscita delle... diapositive. La noia ha raggiunto apici inaspettati. Ecco come si è consumata la mia ripresa all'università, con un sacco di diapositive. E anche un sacco di appunti da prendere, con la mano che a volte si atrofizza, ed è dilaniata dai crampi, la schiena ricurva, la fronte aggrottata. E poi, siori e siore, che si apra il sipario, arrivano i nuovi professori del secondo semestre: il professore delle diapositive sembra una tartaruga (credo che il suo secondo nome sia Michelangelo, o Raffaello, o Leonardo, o Donatello), ed è dotato dei più recenti apparecchi tecnologici, tra cui un Mac da me tanto agognato, mouse senza fili e palmare alla mano; il prof. di fisica, invece, appartiene evidentemente alla classe degli organismi monocigliari, gesticola più di Alberto Angela e ha una voce bianca da uomo evirato (a volte è stridula, e raggiunge note mai sentite prima di adesso); vogliamo parlare di chimica organica? Ecco, lui sembra proprio di quelli s... severi. Nonostante il corpo docenti di rara fattura, è stato comunque bello riprendere. Ovviamente, è la mia iperattività a parlare. Non riesco a stare giornate senza concludere nulla, ho bisogno del tran tran Firenze-casa-università-casa-chesicucinaacena?-iolavoisanitari-casa-università-treno. Non dico che non sia pesante, certo, però è sempre meglio che trascorrere le giornate interamente davanti allo schermo del piccì, aspettando l'"ora d'aria" per uscire un po'. Poi, finalmente, è arrivata un po' di primavera, le temperature cominciano ad alzarsi timidamente, l'inverno sembra un ricordo lontano, nonostante il caro colonnello Giuliacci abbia già deluso le mie aspettative preannunciando un'ondata di freddo a partire da lunedì. Tutto intorno a me sembra gridare Rinascita. È una nuova stagione, una nuova era.

Ricominciamo.

(Tra una settimana ne riparliamo, magari, eh?)

Spaghetti alla chitarra fatti in casa con carciofi e pomodorini ciliegia

Ingredienti

per gli spaghetti alla chitarra:

4 uova
1 cucchiaio di olio di oliva
farina q.b. (più o meno 400-500 etti)

per il condimento:

2 scalogni
4 carciofi
1 etto di pomodorini ciliegini
olio extravergine di oliva
sale
parmigiano reggiano grattugiato


Procedimento

per gli spaghetti alla chitarra:

In una terrina, porre la farina a fontana, poi sbattere dentro a questa le uova e l'olio. Lavorare l'impasto finché diventa omogeneo ed elastico (aggiungere della farina, se necessario). Formare con esso 4 sferette, e lasciarle riposare per una mezz'ora. Trascorso questo tempo, riprenderle, disporle sulla spianatoia infarinata e, con il mattarello, tirare delle sfoglie rettangolari, molto allungate e non troppo sottili. Porre ciascuna di esse sull'apposita chitarra, quindi passarci sopra il mattarello pigiando, senza farlo rullare. Porre gli spaghetti in un vassoio infarinato.

per il condimento:

In una padella, versare dell'olio ed aggiungere gli scalogni tritati finemente. Farli appassire a fuoco basso, quindi aggiungere anche i carciofi precedentemente mondati ed un pizzico di sale, e alzare leggermente la fiamma. Far cuocere i cuori di carciofo per 5 minuti circa. Aggiungere anche i pomodorini, facendo cuocere per altri 5 minuti.

Lessare gli spaghetti alla chitarra in abbondante acqua salata, facendoli cuocere per 3 minuti circa. Farli saltare nella padella del condimento, unendovi anche il parmigiano reggiano e facendo amalgamare così la pasta al condimento.

9 commenti:

Isafragola ha detto...

Ma ciao... appena hai messo piede in casa avevi già il grembiule addosso eh? Secondo me hai telegrafato alla tua mamma gli ingredienti da farti trovare pronti sul tavolo ;-) Bella questa ricetta, complimenti e contumelie. Anche noi oggi ci siamo sbafati i carciofi (pasta pasticciata al forno con carciofi olive taggiasche e mozzarella di bufala, niente foto, troppa fame)

Carolina ha detto...

Ciao Tartina e ben tornata!
Ho letto con piacere che va tutto bene. Per quanto riguarda i docenti, io ormai ho già speso tutte le parole che potevo spendere in questi 5 anni...
I tuoi spaghettini sono molto invitanti!
Buon fine settimana!

eli ha detto...

Ciao Tarty,
che bello leggerti:)
L'argomento diapositive mi ha fatto tornare alla mente atroci ricordi.
Una volta mi è toccato vedere un filmino di una gita di certi nostri amici. mezz'ora di riprese sballonzolanti, corpi senza teste, orizzonti che variavano continuamente di assetto. se ci penso mi vengono ancora le vertigini! eheheh!
Comunque in cima alla lista degli orrori, per me, ci sono le foto del matrimonio e correlato filmino (con tutti i parenti degli sposi e i cigni sul laghetto aaaargh!)
A presto:
bacione!
p.s. anche mio figlio aveva dei prof di univesità a vari stadi di mumificazione!

lenny ha detto...

Per fortuna esistono i carciofi che alleviano il logorio da diapositive e prof:-)

tartina ha detto...

@Isa: Ahah No, era una ricetta collaudata e messa da parte =)
Devo organizzarmi, anch'io ;)

@Carol: Sì, dal Corpo Docenti non si sa mai cosa ci si possa aspettare, ma di solito è sempre il peggio del peggio -.-
Grazie, comunque!

@eli: Ahahahah Mi hai fatto morire!
Sì, i filmini dei matrimoni sono peggio dei documentari sulla gestazione dei dugonghi. Assolutamente troppo noiosi!!! Non capisco poi come nessuno arrivi a capire che agli ospiti, del filmatino, non importa un accidente. (tanto meno della colonna sonora scelta come sfondo)
'Sti prof...

@lenny: Esatto! Viva i carciofini :]

ღ Sara ღ ha detto...

che buonaaaaaaaa!!!! questa sicuramente la provo!! mi piacciono tutti gli ingredienti che hai usato!!! bravissima!

tartina ha detto...

@Sara: :D Bene, bene! Questa pasta di solito non delude mai ;)

Fiordilatte ha detto...

Buongiorno e bentornata...!
E' un piacere rileggerti. Che belli questi spaghetti, poi io ho una passione per la pasta fatta in casa (si era capito mi sa)...però quell'aggeggio che si intravede nella foto non l'avevo mai visto ^__^

tartina ha detto...

@Fiordilatte: Grazie, cara!
E' l'apposita chitarra per gli spaghetti! E' fantastica, suona anche :D