venerdì 6 marzo 2009

Il Paese dei Balocchi


Collodi narra che quando Pinocchio, da bravo burattino gregario qual è, segue Lucignolo, quest'ultimo lo conduce nel famigerato Paese dei Balocchi, dove non vi sono scuole, né libri, non si studia mai e c'è solo il divertimento, in pratica il sogno di cinque bambini su cinque. La storia di Pinocchio che si balocca per cinque mesi nel Paese dei Balocchi è diventata un tòpos della letteratura, e "Paese dei Balocchi" l'espressione per indicare un mondo a noi congeniale, in cui si può fare tutto quello che più ci piace e che si vuole. Per esempio, il Paese dei Balocchi di un ladro sarà fatto tutto di ville vuote da poter tranquillamente svaligiare, con gli allarmi fuori uso e tutto il corpo poliziesco in vacanza alle Mauritius (se il ladro in questione abita proprio nelle Mauritius, il corpo poliziesco si troverà in vacanza al Polo Nord, dove è anche più difficile trovare degli eschimesi cleptomani). Il Paese dei Balocchi della Kostner, invece, sarà fatto tutto di ghiaccio, e lei potrà volteggiare quante volte le pare senza lì nessuna giuria a darle dei voti. Insomma, ognuno ha il proprio Paese dei Balocchi. Il mio penso proprio di averlo materialmente trovato ieri pomeriggio quando, presa dalla disperazione del dolce far niente, che a lungo andare diventa un po' tedioso, ho preso l'auto e sono andata in città (Caterina tartina va in città), intenta a voler trovare qualche ingrediente strano/esotico/alieno per le mie nuove ricette. Neanche a dirlo, imperversava il diluvio, tanto che sono stata fino all'ultimo indecisa sul prendere l'Arca, invece dell'automobile (poi però c'era il problema di tutti quegli animali, in fondo avevo deciso di andar via di casa per poco tempo...). Ovviamente, il parcheggio non si trovava. Gira e rigira, ne ho trovato uno, tant'è che penso che, prima o poi, dovrò scontare per questo colpetto di fortuna gentilmente donatomi. Scesa dall'auto, ho dovuto affrontare la pioggia a 45,7° e il vento nella direzione opposta, entrambi desiderosi di gonfiarmi i capelli e bagnarmi i jeans, forse perché mi ero fatta la doccia solo un'ora prima. Mia mamma mi aveva indicato un negozio dove poter trovare il riso nero tanto agognato, poiché è difficile trovarlo nei supermercati normali, perlomeno dove abito io: il nome del luogo in questione doveva essere La Bottega del Sole. Questo nome pieno di speranza, mi attirava come una nave al faro, come Ulisse alle Sirene, in quella fredda, umida e buia serata. Ho camminato e camminato, infilandomi nelle stradine più disparate, oltrepassando un negozio che questa settimana faceva per l'ultima volta gli sconti del 50%, un ristorante cinese, e una rosticceria che fa anche da panetteria. Disperata, sono entrata in un negozio, chiedendo informazioni. La commessa che mi ha gentilmente risposto, alla mia domanda, ha reso la sua faccia alla stregua di una prugna secca raggrinzita, esplodendo in una smorfia di diniego. Non era La Bottega del Sole che dovevo cercare, ma piuttosto I Sapori del Sole (grazie mamma di farmi fare sempre delle figure degne di nota), e si trovava a circa un metro e mezzo da lì, procedendo sulla sinistra. In pratica, quando sono uscita, mi trovavo già dentro al negozio cercato. Evitando di parlare del mio acuto spirito d'osservazione, vi descriverò direttamente il negozio. Un Paradiso. Tutti gli ingredienti più sani, biologici e disparati si trovano lì dentro! Ho cominciato a girellare con un sorriso ebete sulla faccia neanche fossi stata una bambina nell'Impero delle Barbie (o Bratz, ora vanno di moda le ragazze col testone, anche se non è sinonimo di intelligenza). Frullavo e facevo giravolte tra farina di kamut, fagioli azuki, bulgur, salsa di soia, gallette ai milleeuno cereali, alghe kombu, nori, wakame, marmellate provenienti dalla fattoria all'angolo, sesamo in scatola, fatto a barretta, da bere e da sniffare! Ho praticamente perso la cognizione del tempo, facendo tantissime domande alle due povere ragazze che, in un così grande negozio, devono rendere conto ad una massa incredibile di clienti. Ho chiesto come si reidratavano le bistecche di soia, come si cucinava il tofu, se avevano il tè matcha. Penso che alla fin fine mi abbiano odiato. Me ne sono andata gioiosa, con la mia bustina in bella mostra, ancora volteggiando sulle pozzanghere, l'ombrello aperto, cantando I'm singin' in the rain e attaccandomi ai lampioni. Mi hanno lasciato anche un opuscolo, dal titolo NATURAlife. Non è luminoso anche solo il titolo? Dentro ci sono tutte le informazioni sui prodotti più vari che neanche pensavo esistessero, quasi fossero dei mostri mitologici, delle leggende metropolitane scaturite dalla fantasia degli ideatori dei manga giapponesi. Sembra tutto così sano e così biologico! Oltretutto ho scoperto che le bistecchine di soia che ho acquistato provengono proprio dal paese dove abito io. Quindi, ho finalmente deciso il mio futuro. Dispongo di due alternative: sposo il proprietario della fabbrica di bistecchine di soia, e mi assicuro così un rifornimento continuo e perenne di cibi naturali e genuini; oppure vado a vivere nel negozio I Sapori del Sole, potrete trovarmi nel primo corridoio a sinistra, tra il latte di riso e il tè al gelsomino. L'unico rischio? Quello di trasformarmi in un asino.


Pici al tartufo (dei Sapori del Sole) con sughetto di funghi e ricotta e chips di parmigiano reggiano

Ingredienti

250 g pici al tartufo
170 g funghi misti surgelati
120 g ricotta
1 spicchio d'aglio
olio extravergine di oliva
sale&pepe q.b.
parmigiano reggiano

Procedimento

per la pasta:

In una padella, versare dell'olio e aggiungere lo spicchio d'aglio tagliato a metà. Far andare a fuoco lento fino a quando l'aglio comincia ad imbiondirsi. A questo punto, gettarvi i funghi (prelevati direttamente dalla busta, senza scongelarli) con una tazza d'acqua. Salare e pepare a piacimento, quindi chiudere il coperchio e far cuocere a fuoco medio per 10-15 minuti circa. Trascorso questo tempo, alzare il coperchio e unire la ricotta: quando sarà completamente sciolta, formando una cremina coi funghi, spegnere il fuoco. Lessare i pici al tartufo in acqua salata (il tempo di cottura lunghissimo, 22 minuti, è il prezzo da pagare per la loro genuinità), quindi scolarli e farli saltare per qualche minuto nella padella del condimento, ricordandosi di aggiungere anche poca acqua di cottura. Unire del parmigiano reggiano mentre si fanno saltare in padella, in modo che questo si sciolga, amalgamandosi alla pasta.

per le chips di parmigiano reggiano:

Grattugiare del parmigiano e metterlo da parte, quindi scaldare un padellino antiaderente. Quando sarà sufficientemente caldo, porvi sopra uno stampino da biscotto della forma prescelta e, aiutandosi con un cucchiaino, buttare del parmigiano nel padellino, stando attenti a non uscire dai contorni dello stampo. Far cuocere per 2 minuti circa, cercando di non far bruciare il parmigiano. Servendosi di una presina, prelevare lo stampo e porlo su un piatto a raffreddare: se il parmigiano continua a sfrigolare, è normale, in quanto indurirà solo raffreddandosi. Quando lo stampino sarà tiepido da poter essere maneggiato con le mani, con la punta di un coltello fare una leggera pressione sui contorni della chip, ossia nelle parti in cui è rimasta attaccata allo stampino. Vedrete che si staccherà senza problemi.

Servire la pasta nei piatti da portata, e ricordarsi di aggiungere le chips solo all'ultimo, in modo da mantenere la loro croccantezza.

15 commenti:

manu e silvia ha detto...

Che buona questa pasta!! davvero molto particolare!
senti ma...possiamo avere anche una delle brioches qui sotto??!!
bacioni

valina ha detto...

Che belli questi pici!! Io vorrei provarli a farli in casa...Ma ho paura di fare disastri!! Cmq si, siamo quasi coetanee!! Però nel tuo profilo non dici altro..di dv 6..cs fai...:-(

Virginia ha detto...

Due cose, anzi tre:
1. ma ti sembra di farti la doccia prima di uscire col diluvio??
2. a me ste cosette che sprizzano biologico-naturale-sanissimo-ecc.ecc. mi puzzano un po' (e sottolineo 'a me mi').
3. t'è mica rimasto un piattino??

Carolina ha detto...

Interessante questa ricettina... Andrà provata!
Buona giornata e un bacio!

Onde99 ha detto...

Divertentissimo il resoconto della tua escursione in questo negozio! Anche la spiegazione di come si fanno le chips di parmigiano è molto utile e interessante. I pici sono tra i formati di pasta che preferisco, quanto al tartufo... lo adoro letteralmente!

tartina ha detto...

@manu e silvia: Grazie, fate pure! Ahah

@vali: A me piace fare la pasta fatta in casa, i pici non devono essere neanche tanto difficili, comunque ;)
No, voglio mantenere l'anonimato. Per dirti, del blog lo sanno solo i miei genitori e la mia migliore amica. Comunque se leggi bene, qualche informazione trapela, tipo che faccio il primo anno di università (scienze biologiche, oops).

@Virginia:
1. Ero in stato disperante, davvero! Urgeva assolutamente una doccia! In effetti potevo approfittarne, del diluvio.
2. Sì, in effetti va' a capire da dove effettivamente provengono, e come effettivamente vengono preparate! Però mi si è spalancato un mondo di nuovi ingredienti e/o ricette *.*
3. Ahahah (No.) xD
Baci!

@Carol: Sì, anche se non si dispone dei pici al tartufo, il condimento è buono lo stesso per una pasta :-]
Buona giornata anche a te!:*

@Onde: L'idea delle chips mi è venuta pensando ai cestini di parmigiano! Sono facili, buone e carine per decorare i piatti. In realtà i pici invece non sono tra i miei formati di pasta preferiti, ma concordo con te, tartufo e funghi mi fanno impazzire!

ღ Sara ღ ha detto...

che meraviglia di piatto!!! è fantastico davvero!!buona giornata!

ines ha detto...

ho scoperto ora il tuo blog, belle ricette. Mangerei volentieri una delle tue brioches, ciao carissima

panettona ha detto...

ma che blog meraviglioso!!! grazie per essere passata e complimen ti per le ricette, sei davvero molto brava! ;)
a presto!!!

Pupina ha detto...

Devono esser favolosi!

tartina ha detto...

@Sara: Grazie, anche a te!^.*

@ines: Grazie anche a te!
Sì, le brioches hanno riscosso un bel successo. eheh

@panettona: Le tue sono delle opere d'arte, invece! Grazie =)

@Pupina: ^__^ Graziegrazie!

Isafragola ha detto...

L'unico problema di questo piatto è se mangiarmi la chip subito cedendo alla tentazione o tenermela per dopo da mischiare col sapore del tartufo... brava brava... e la descrizione ricorda me quando vado al naturasì di via millelire a mi che è grandissimo!

comidademama ha detto...

Cavoli che venerdì da favole! Prima la cucina di calycanthus con lo strepitoso PDF di ricette con tema Alice nel paese delle meraviglie e ora un classicone italiano come Pinocchio! Tutti e due da leccarsi i baffi!

Fiordilatte ha detto...

Ah come ti capisco, al di là del biologico &co., ci sono alcuni ingredienti che al super non trovi. Insomma io la soia verde, il gomasio e l'alga nori secondo te li prendo alla coop? mmm no... ho trovato il mio piccolo paese dei balocchi proprio vicino alla mia università!alcune cose costano...ma altre trovo abbiano dei prezzi ragionevoli. Quindi... :)

Devono essere ottimi questi pici...io vado matta per il tartufo!!!!

tartina ha detto...

@Isa: Ahah Io comunque ti consiglio di mangiarti prima le chips, visto che, se aspetti troppo, il vapore del caldo della pasta ne "ammoscia" la base, mentre suono più buone croccanti :]
Poi Milano è pieno di sushi bar! Il mio sogno *__*

@comida: Mi sono persa il PDF, e vado subito a rimediare!!! ;)
(Perché in fondo, dentro siamo ancora bambini)

@Fiordilatte: Esatto! In effetti alcuni prezzi sono abbastanza elevati, ma se tu pensi che al posto del tofu o delle bistecchine di soia avresti dovuto comprare un petto di pollo o di tacchino, alla fin fine non si spende poi più di tanto, anzi... :)
Anch'io lo adoro, il tartufo! Ha un profumo e un sapore fantastici! :*