
Sunday always comes too late (La domenica arriva sempre troppo tardi), cantano i The Cure nella celebre canzone "Friday, I'm in love". Io, non per fare l'alternativa, ma credo invece che la domenica sia un giorno che arrivi in fretta, troppo in fretta. Ora non voglio dilungarmi in un possibile monologo alquanto noioso e fine a se stesso sul tempo che passa, noi che invecchiamo e il mondo che va allo scatafascio. Insomma, sarebbe banale e anche piuttosto deprimente, non trovate? Piuttosto, vorrei soffermarmi proprio su questo noto giorno di festa: la Domenica. Io comprendo che questo è un giorno tanto atteso: i lavoratori non vedono l'ora di dormire un po' di più e passare del tempo con la propria famiglia, o a guardare la tivvì spaparanzati sul divano (a meno che non si stia parlando di fornai, o di asfaltatori dell'Aurelia); gli studenti non vedono l'ora di dormire un po' di più (sì, anche loro, anzi parecchio di più) e di fare ciò che più piace loro (a meno che non si stia parlando di studenti diligenti: loro, in questo caso, passeranno un'intera giornata a studiare anziché mezza - rientro nella categoria); le anziane signore del paese non vedono l'ora di andare a messa e di preparare le lasagne al forno, il pollo arrosto con le patate e la torta di mele per i nipotini; gli anziani signori del paese non vedono l'ora di mangiare le lasagne al forno, il pollo arrosto con le patate, la torta di mele e di rifugiarsi immediatamente al circolo, dove poter seguire le partite di campionato e improvvisare emozionanti tornei di briscola. Però devo anche dare sfogo alla mia ormai risaputa vena polemica. La domenica è, in tutto e per tutto, un giorno estremamente noioso. Quasi preferisco il giovedì, con le sue due ore di fisica e poi di chimica organica di filato, senza pause, che ucciderebbero anche Highlander. La domenica è il giorno più rompiballe per antonomasia. Se i compilatori dei vocabolari fossero persone oneste, descriverebbero così la voce "domenica": giorno che segue il sabato, dichiara finito il weekend. Già questo potrebbe essere uno dei motivi per detestarlo, finita la domenica, finito tutto. Lo diceva anche Leopardi nel "Sabato del villaggio" che le persone aspettano con ansia e desiderio e aspettativa la domenica, che poi passa velocemente, e cade ogni illusione. Ma proseguiamo. Giornata che la maggior parte della gente di età compresa tra i 20 e i 90 anni trascina con estrema lentezza. Sì, la domenica è una giornata troppo lenta. Si dorme di più, ci si sveglia, si deve decidere il da farsi. Il più delle volte, esperienza personale, sono così tante le cose che vorremmo fare, che finiamo invece a guardare a ruota episodi del telefilm preferito (ehm...), a fare i baffi al personaggio che si trova sulla copertina della Settimana Enigmistica, a stare davanti al computer in giro per la blogsfera e a sollazzarsi con le applicazioni di Facebook. Soprattutto nella bella stagione, le famiglie italiane approfittano di questa giornata per andare a fare scampagnate al mare, in montagna, oppure per le città della regione. Un'altra verità. Il babbo che vorrebbe solo stare a seguire Inter-Roma e la Ventura su RaiDue, la mamma che invece organizza felici gite con gli amici e i rispettivi figli. Da piccola, la domenica ero sempre in giro per vari tour italiani: c'è da dire che non mi è mancato un approccio con la cultura fin dalla tenera infanzia. Mostre, pinacoteche, castelli, chiese e palazzi: giravo più da piccola che ora. Traduzione: ero più attiva nelle domeniche della mia infanzia che in quelle di adesso. Quando giocavo a pallavolo la domenica era il momento delle partite: adrenalina, ansia da prestazione, voglia di starsene a far niente invece di essere trascinati in giro per le palestre toscane. Quando andavo al liceo, la domenica era la giornata dello studio intenso e del ripasso: le ore scorrevano e la mia testa era sempre più china sui libri; lo stesso accade nel periodo d'esame, ma a quel punto ogni giorno è domenica. Adesso però è giunto il momento della stoccata finale. Precede il lunedì. Esatto! Precede il lunedì! Ecco il motivo fondante del mio odio verso questa giornata! Il lunedì è il suggello della fatica: inizia una nuova settimana di intenso impegno, di stress, di gioie, di fatiche, di sollazzi, di stanchezza, di illusioni, delusioni, previsioni ed emozioni. Ma basta solamente iniziare e poi, senza neanche accorgersene, è già domenica.
Come suggello del post, vi offro la mitica ricetta della pizza di mia mamma. Buonissima, leggera, si fa in poco tempo: dopo averla assaggiata, ho rinnegato tutte le pizze surgelate e/o di pizzeria. In casa nostra è un must che viene consumato, come una specie di rito, ogni domenica sera, rendendo la fine della giornata alquanto piacevole.
Buon inizio settimana a tutti!
Pizza
Ingredienti per 3 pizze di 32 cm di diametro
per l'impasto:
500 g circa farina 00
300 ml acqua
100 ml latte
25 g lievito di birra
per il condimento:
9 pomodori rossi a grappolo
300 g Galbanino (ha una resa migliore della mozzarella, perché non inumidisce troppo la pizza)
olio extra vergine d'oliva
sale
origano
rucola a piacere
(50 g salamino piccante, funghetti, carciofini...)
Procedimento
Sciogliere il lievito di birra nell'acqua tiepida unita al latte. Versare in una ciotola 300 g circa di farina, e unire il liquido. Aggiungere altra farina, finché non è possibile lavorare l'impasto con le mani. Trasferire la pasta sulla spianatoia e lavorarla bene per 10 minuti circa, aggiungendo via via dell'ulteriore farina, fino a che non si attacchi più né alle mani, né alla spianatoia: la pasta deve risultare morbida ed elastica, quindi la quantità di farina suggerita negli Ingredienti è solo indicativa. Stendere la pasta nelle 3 teglie rotonde rivestite da carta da forno, e lasciarla lievitare per circa due ore e mezzo in un luogo chiuso e tiepido (perfetto il forno chiuso, gli sportelli della cucina...).
Spellare i pomodori, privarli dei semi, e tagliare la polpa a dadini. Aggiungervi sale, origano e poco olio. Può darsi che, così facendo, i pomodori producano acqua, che è bene eliminare prima di disporli sull'impasto.
Per la cottura, si può procedere in due modi, a seconda del forno posseduto:
1) se disponete del piatto apposito per la cottura crisp del forno a microonde multifunzionale, porre direttamente la pasta nel piatto leggermente unto con olio, dopo che questa è lievitata. Unire il pomodoro e cuocere con la suddetta funzione per 4 minuti; a questo punto, unire il Galbanino tagliato a rondelle sottili e le eventuali aggiunte, continuando poi la cottura per altri 2 minuti.
2) se avete il forno normale, stendere la pasta sulla carta da forno; dopo la lievitazione, farla precuocere in forno preriscaldato a 225° per 5 minuti da una parte, in seguito per 3 minuti dall'altra. Disporre il pomodoro, il Galbanino e le eventuali aggiunte e far cuocere per 4 minuti sempre in forno preriscaldato a 225°.
