domenica 27 settembre 2009

Come stipare un armadio in un mini-trolley


Cobbler di pere alla cannella, inserito originariamente da la tartina.

L'esaltazione della partenza, le aspettative di un viaggio - o di un trasloco, o di un trasferimento, o di una gita campestre, il brivido di intraprendere una nuova esperienza che potrebbe essere rivelatrice e/o illuminante, sono frenati sempre da un particolare non trascurabile e neanche di poco conto: la valigia (sacca, borsa, zaino che sia). Soprattutto per noi donne, ridursi a portare l'essenziale, è più traumatico di un salto nel vuoto; e non funziona come nei film, in cui basta sedersi sopra la valigia e questa clack, si chiude autonomamente. No, nella realtà mutande, reggiseni, magliette, scarpe e trousse, non vogliono proprio trovare un ordine logico all'interno della valigia, ma si distribuiscono in malo modo e caoticamente: solitamente il deodorante si apre, il fard si rompe e i vestiti diventano tutta una piega. Poi c'è sempre il timore di aver dimenticato qualcosa, e sorge proprio nel momento in cui siamo riusciti a stipare il nostro armadio nel trolley, chiudendolo a fatica. Allora si riapre, e si va alla disperata ricerca della cosa che ci era venuta in mente, la quale giaceva innocente tra i 20 pacchetti di fazzoletti e le pantofole da camera. Quando ci si appresta a fare un viaggio che implichi prendere un aeroplano, la mia paura più grande è quella che la mia valigia vada persa. Tutti i miei vestiti, i miei accessori, le mie cose! Non hanno solamente un valore economico, ma anche affettivo e simbolico. Cadrei nella disperazione più totale, anche se sento che succede di frequente. Per esempio, è successo anche a Lindsay Lohan, ma credo che per lei non sia stato poi un grande problema perdere la sua Louis Vuitton, e neanche ricomprare tutto ciò che vi era dentro. A me getterebbe nello sconforto, invece: probabilmente resterei lì a fissare il nastro trasportatore con infinita angoscia finché la security non mi porterebbe via. Comunque sia, stasera non dovrò prendere un aereo, bensì un treno. Tralasciando gli enormi disagi che anch'esso può provocare, almeno sono sicura che la mia valigia da un quintale e mezzo sarà sempre con me. Ecco, la valigia. Siamo alla questione principale: vestiti ordinatamente ripiegati, scarpe imbustate e cibi impacchettati giacciono sul mio letto placidi e tranquilli. Credo sia giunto il momento di cercare di infilarli in valigia, oppure potrei anche decidere, quando sarò a Firenze fino a venerdì, di indossare gli stessi abiti di oggi. Sarei trasgressiva, anticonvenzionale e menefreghista. Ma anche no.

Oggi si viaggia anche in cucina con la ricetta di un dolce squisito, proveniente dall'ultimo numero di Sale&Pepe, la cui ricetta ha origini texane.
Ci leggiamo/scriviamo venerdì ;)


Cobbler di pere alla cannella

Il cobbler è una sorta di crostata in versione soffice, dove alla frolla si sostituisce un impasto lievitato ed ammorbidito dal latte. In Texas si prepara con frutti succosi, come pere o pesche, e un po' di cannella per profumare. È la tipica merenda dei bambini, spesso servita con panna o gelato. Perché il dessert abbia un aspetto scenoografico, adagiate le pere sull'impasto con delicatezza, altrimenti durante la cottura affondano fino a scomparire.


Ingredienti:

250 g farina 00
160 g zucchero
200 g burro (io l'ho diminuito, portandolo a 150 g)
4 dl late
6 pere William
un limone
un cucchiaino di cannella in polvere
10 g lievito vanigliato

Procedimento:

Sbucciare le pere, eliminare il torsolo, ridurre ognuna in 6 spicchi e bagnarle con il succo del limone per evitare che anneriscano. Setacciare la farina e il lievito in una ciotola capiente e aggiungere 120 g di zucchero. Unire quindi 120 g di burro (io 100) molto morbido e lavorare il tutto con la punta delle dita in modo da ottenere un composto di briciole. Incorporare il latte, poco alla volta, mescolando con un cucchiaio di legno finché l'impasto sarà morbido ed omogeneo. Mettere il burro rimasto (io 50 g) in uno stampo di 20x24 cm di lato e passarlo in forno caldo a 180° finché si sarà sciolto. Afferrare lo stampo con una presina e inclinarlo in modo che il burro ne ricopra bene il fondo e le pareti. Versare subito l'impasto nello stampo e allinearvi sopra le pere. Mescolare lo zucchero rimasto con la cannella, distribuirlo sulla frutta e cuocere il cobbler in forno caldo a 180° per 45 minuti. Servire a piacere tiepido o freddo.

15 commenti:

Chiara ha detto...

mi ispira tanto! non ne avevo mai sentito parlare! la proverò presto! complimenti!

Mammazan ha detto...

A me hanno perso una valigi anni fa....
Per fortuna non l'hanno rimandata in Giordania altrimenti starei ancora qui ad aspettarla....ma ho atteso 15 giorni...
Ottimo il tuo clobbler..
Ottimo. gustoso e d'effetto!!
Baci

Onde99 ha detto...

A me la valigia l'hanno persa una quindicina di anni fa, di ritorno da Ibiza: per una settimana mi sono vestita da zingara (a 18 anni quando vai a Ibiza ti porti dietro tutto quello che hai), poi me l'hanno restituita. Peggio è andata alle mie compagne di viaggio in Thailandia, che hanno passato una settimana a giro per i templi con addosso le stesse cose, perché la valigia gliel'avevano persa in arrivo a Bangkok...
Adesso, causa limitazioni sul trasporto di liquidi, viaggio con l'essenziale (una valigia appesantita da litri di liquidi per le lenti, sciroppi per la tosse e shampoo non può contenere anche i vestiti), ma finché potevo portare il beauty come bagaglio a mano, mi sbizzarrivo!
La crostata texana, come tutti i dolci di pere, è proprio nelle mie corde!

tesargento ha detto...

Sigh, pere e cannella.. allora l'estate è proprio finita ;__; non che mi dispiaccia climaticamente, io il caldo lo reggo poco e male, ma la frutta estiva..a dire addio per un anno intero a ciliegie, albicocche, pesche, fragole ecc mi piange il cuore! Comunque adoro la cannella (giusto stamattina mi sono fatta i biscotti mela e cannella per colazione) quindi vedrò di consolarmi!
In treno la valigia non te la perdono, è vero, ma, almeno per me, c'è l'eterno problema del "e ora dove la metto??"
Gli scompartimenti sopra i sedili sono improponibili, non ci entrerebbe mai e poi il solo pensiero di sollevare l'equivalente di venti incudini è da folli!Ovviamente gli scompartimenti all'inizio e alla fine della carrozza sono sempre pieni (ma salgono tutti in calabria??come è possibile che a napoli un eurostar arrivi sempre così pieno??) e finisci per tenertela affianco al sedile, mormorando mi scusi a tutti quelli che tentano di passare =__=
di recente un ragazzo mi ha dato un'illuminazione: mettere la valigia di lungo e infilarla nello spazio a terra che i due sedili, dandosi le spalle, creano (lo so..non è una grande spiegazione, ma se viaggi spesso in eurostar avrai l'idea di cosa sto descrivendo)
In effetti, il mio trolley medio ci entra. Così faccio quello, e il piccolino, che può essere sollevato e messo sopra la testa.
Poi ovviamente la borsa, e una busta in cui hai accumulato le cose che hai trovato all'ultimo momento, quando non era il caso di riaprire tutte le valigie.
E quando tuo padre chiede ironicamente "sicura di non volerti portare il letto?tanto il camion per i traslochi l'ho già chiamato" gli chiudi la bocca con una bella fetta di torta pere e cannella, zittendolo con garbo e dolcezza. Grande invenzione la pasticceria.
Baci,
Tesh

Elisa ha detto...

Mi sembra uno di quei dolci rassicuranti, autunnali, da pomeriggio con le amiche e una buona tazza di tè!

Guarda, prima di ogni viaggio, al momento di fare la valigia, si impadronisce di me una subdola ansietta che riguarda la valigia: ho sempre paura di dimenticarmi qualcosa di essenziale, comincio a stilare liste di cose da portare e a figurarmi le situazioni più strane per capire cosa mi serve veramente... meno male che non ho mai perso nessun bagaglio!

Gunther ha detto...

io fortunatamente le valigie non le preparo ma le porto avanti e indietro ma comprendo il da fare, complimenti per la scelta della ricetta

Erborina ha detto...

anch'io l'ho vista sul giornale questa mattina. Ha un aspetto super invitante... come dire di no?? :)

tartina ha detto...

@Chiara: grazie! anche io non ne avevo mai sentito parlare, ma poi ne sono rimasta piacevolmente colpita :)

@Mammazan: ecco, io sarei impazzita! grazie cara ;)

@Ondina: hahaha sai che io ho boicottato la meta fissa di ibiza per barcellona e parigi dopo la maturità? comunque mi hai fatto troppo ridere, e ancora una volta ho trovato un punto in comune... anche io porto le lenti!!

@tesh: sono morta dal ridere, mi ritrovo in ogni situazione da te descritta! e grazie per la dritta sulla valigia ;) ma tu di dove sei? perché ho INTUITO che studi a roma... pera e cannella è un gran bel modo di celebrare l'arrivo dell'autunno :D baci

@Elisa: eheh io come te... purtroppo queste fobie assurde di avere dimenticato qualcosa solitamente sì fanno realtà, perlomeno per me :S

@Gunther: eheh fai bene, per me sarebbe troppo stressante però eheh grazie!

@Erborina: ma quanto è ispirante infatti? :)

lenny ha detto...

Anche il mio rapporto con le valigie è paragonabile ad una sfida senza quartiere, ma ormai mi sono rassegnata a soccombere ….
Autunnale e goloso questa dolcezza americana :))

maia ha detto...

Che bello il tuo blog!!
tornero' presto a trovarti!!!!
ciao

Fiordilatte ha detto...

Per me sarebbe una tragedia perdere la valigia...come ti capisco. Nooooo tutte le mie cose cui sono affezionata. Non voglio pensarci.

E così sei tornata a Firenze (credo) per studiare, hai iniziato! in bocca al lupo anche se ormai la settimana è quasi finita :)

Maya ha detto...

Holà... io invece sono una maga della valigia.. dopo verla fatta e sfatta per due volte a settimana per 4 anni.
Oltre ad aver lascaiato vestiti e cose in case diverse causa trasloco adesso riduco sempre il mio bagaglio all'essenziale... sapendo già che mi dimentico sempre lo spazzolino da denti.... si sò che stai pensando... adesso ce n'ho una collezione... :)))
P.s. ma allora sei riuscita ad estrare a medicina???

tesargento ha detto...

Io sono Salernitana :D I miei sono calabresi però, quindi tutti i parenti sono giù!
Roma, comunque, ormai m'è proprio entrata nel cuore :D:D

ele ha detto...

ciao Tartina,
non ci conosciamo ufficialmente anche se passiamo spesso dal tuo blog e siccome Alice e Martino vorrebbero conoscerti meglio e ti hanno assegnato un meme, quando vuoi passa da noi a ritirarlo. baci ele

tartina ha detto...

@lenny: esatto :)

@maia: grazie cara! se torni mi fai solo piacere!

@Fiordilatte: crepi, ne avrò bisogno ;) eheh supposizioni esatte, comunque!

@Maya: ahahah la sensazione di aver dimenticato qualcosa è impagabile. il bello (brutto?!) è che, ogni volta che capita anche a me, è vero che ho lasciato qualcosa di fondamentale a casa :P ebbene sì, sono entrata a Medicina :D

@tesh: aaah ecco, ora ho capito! sì, roma è magggica.

@ele: ma grazie! verrò a ritirarlo al più presto, onorata ;)