venerdì 4 dicembre 2009

Avoir le cafard - Quiche con patate, funghi e prosciutto

Esistono quelle giornate in cui si farebbe meglio a rimanere a letto, coccolati ed avvolti dalle calde coperte, piuttosto che svegliarsi col piede sbagliato. Per me oggi è proprio una di quelle tipiche giornate-no. Sveglia un quarto alle sette per andare a lezione, dopo aver fatto colazione e tirato fuori il sacco della spazzatura da portare urgentemente fuori (l'organico crea sempre dei seri problemi olfattivi nel sottolavello), mi sono accorta di un liquido marroncino sgorgante dallo stesso colpevole sacco. Con la paura di prendere una qualche infezione non curabile, mi sono armata di fogli su fogli di scottex e sgrassatore e ho pulito l'inquietante secrezione. Lo dovevo prendere come un segnale nefasto, e invece no. Da buona scettica, ho proseguito con le mie mansioni. Dopo una veloce truccatina e un'accuratissima piastratura ai capelli (era commovente come se ne stavano lisci e lucenti sulle mie spalle!), ho deciso di mettere gli occhiali, visto che sono nuovi e mi metto sempre le lenti a contatto. Mai scelte potevano essere così infelici: il portone di vetro del condominio ha mostrato a me armata di ben due sacchi dell'immondizia in mano (di cui uno sicuramente radioattivo, ricordo) e una borsa, il diluvio imperversante fuori, con tanto di cielo buio e apocalittico. Una volta fuori, con un guanto solo, la mano nuda che reggeva l'ombrello e i sacchi tra le braccia, un vento gelido mi ha sferzato il viso: gli occhiali si sono riempiti di goccioline, gli occhi hanno cominciato a lacrimare e il naso a colare. Facendo acrobazie impensabili per le mie capacità motorie, sono riuscita a scaraventare i sacchi negli appositi cassettoni e a trotterellare alla fermata dell'autobus. È seguito un impervio tragitto dalla fermata dell'autobus all'università: ho scansato pozze alte 3 metri con scarsi risultati, che era quasi meglio se andavo in canoa. Misteriosamente, i miei stivaletti di pelle caldi e ben sigillati, si sono riempiti d'acqua. Sentivo distintamente l'acqua che stava inzuppando i collant anti-stupro contro il freddo assassino della giornata. Arrivata a lezione, mi sono precipitata in bagno, per vedere la mia condizione: un disastro. I capelli erano diventati una matassa informe e aggrovigliata, opaca e contorta, la sciarpa pendeva da un lato sfidando la legge di gravità, la mia faccia non lasciava presagire niente di buono. Tralasciamo il "no, ma stai bene!" della compagna priva di giudizio critico trovata dentro al bagno (tutti gli altri commentavano con un laconico "Sarà l'umidità...", guardandomi impietositi). Come se non bastasse, poiché la professoressa è arrivata con mezz'ora di ritardo, la lezione di biologia si è protratta e, giustamente, mi ha fatto perdere l'autobus. Ho dovuto aspettare mezz'ora al gelo, in mezzo alla tempesta. Critico è stato il momento in cui, con tanto di valigia, due borse, ombrello e sacco della spazzatura annesso (non me la sentivo di lasciare lì a decomporsi tutti quei rifiuti), è arrivato il momento di lasciare l'appartamento per tornare a casa. Probabilmente qualcuno si è davvero accanito contro di me oggi, perché si è spezzata la chiave all'interno della serratura. Utilizzando le unghie a mo' di pinzetta, sono riuscita ad estrarre la parte incriminata e a fuggire alla fermata dell'autobus per raggiungere la stazione. La situazione all'interno del mezzo era già abbastanza critica (sembravo una sfollata nevrotica, cercando di rimanere in equilibrio armata di tutta quella roba), ma è diventata insostenibile quando l'autobus si è imbottigliato nel traffico, per colpa di 3 semafori disposti in sequenza che rimanevano rossi per 10 minuti e diventavano verdi per 2 secondi, giusto il tempo di far passare una bicicletta. Ancor più insostenibile è diventata quando uno sgradevole odore ha cominciato a diffondersi per il ristretto abitacolo (ancora non sono sicura se fossero delle flatulenze provenienti dalla coppia di vecchietti affetti da senile aerofagia alla mia destra o il risultato di un lavaggio decisamente poco accurato o addirittura inesistente del pakistano alla mia sinistra). Boccheggiando e cercando di captare il poco ossigeno rimasto, coi capelli infilati nella sciarpa come una cuffia da piscina e ormai abbandonati al loro triste destino, ho preso coscienza della triste situazione: concluso quell'interminabile viaggio, ho avuto solamente 5 minuti per entrare in stazione (il semaforo per pedoni, una volta scesa dall'autobus, è di conseguenza diventato rosso), acquistare il biglietto, obliterarlo e prendere il treno. Treno che è sempre in ritardo, ma che almeno per stavolta, ha pensato bene di essere in orario (era una congiura?). Infilandomi sul primo vagone, mi sono fatta chilometri di corridoio con le valigie, cercando un misero posto. Non sto neanche a dire che l'ho trovato solamente quando ero a metà viaggio e che diluviava anche quando sono scesa dal treno. Ah, dimenticavo. Proprio ora mi sono accorta di aver dimenticato il mio prezioso braccialetto porta-fortuna sul tavolo della cucina a Firenze e che, a causa del ponte dell'Immacolata, non lo potrò riprendere fino a mercoledì. Non sarà mica un altro presagio?

Oggi la ricetta di una quiche deliziosa, perfetta come piatto unico o da tagliare a cubetti per l'aperitivo o come antipasto; è buona sia calda, sia fredda, quindi estremamente versatile. E, aspetto da non sottovalutare, molto leggera rispetto alle torte salate che prevedono l'utilizzo della pasta sfoglia confezionata (personalmente il suo gusto tende a risultare stucchevole a lungo andare, quindi finalmente mi sono decisa a provare la pasta da quiche di monsieur Felder, davvero fenomenale) e della panna (la ricetta-rivelazione è quella di Camomilla). Via su, anche se la luna è storta, la quiche è riuscita bene :)


Quiche con patate, funghi e prosciutto

Ingredienti

per la pâte à quiche:
200 g di farina 00
5 g di sale
90 g burro a pezzetti
1 uovo
20 g di acqua

per il ripieno:
300 g funghi
3 patate (500 g circa)
uno spicchio d'aglio
70 g prosciutto salato
1 uovo
100 ml yogurt bianco non zuccherato
100 ml latte
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
un ciuffetto di prezzemolo
pangrattato
olio extravergine di oliva
sale, pepe

Procedimento

per la pâte à quiche:
Lavorare la farina con il sale e il burro freddo, finché non saranno perfettamente amalgamati. Unire anche l'uovo leggermente sbattuto e l'acqua e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprire con pellicola trasparente e porre in frigorifero per 2 ore.

per il ripieno:
Pulire le patate, sbucciarle e lessarle in acqua bollente salata. Scolarle non appena l'acqua riprende il bollore, quindi tagliarle a pezzetti e passarle nel pangrattato.
Far saltare i funghi spezzettati in padella con olio e aglio; salare e pepare. Lasciarli asciugare bene dall'acqua che formeranno in cottura, toglierli dal fuoco ed aggiungere il prezzemolo tritato. Unire i funghi alle patate ormai fredde, e infine anche il prosciutto tagliato a striscioline.

Stendere la pasta da quiche in una tortiera di 26 cm di diametro rivestita da carta da forno, in modo che sia spessa circa 3 mm. Bucherellarla e versarvi sopra il composto di patate, funghi e prosciutto. In un'altra ciotola sbattere l'uovo con lo yogurt, il latte e il parmigiano, regolando di sale e pepe. Unire al composto precedente e infornare la torta salata in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti.


p.s.: il titolo del post si riferisce ad un detto francese che traduce il nostro "giornata nera". Avoir le cafard però, letteralmente, significa "Avere lo scarafaggio".

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Ancora sto lacrimando dal ridere, Tartina :°D
conosco fin troppo bene la difficile relazione tra sacchetti dell'organico e sottolavelli di cucina!
Giornata decisamente no, ma
1) ti aspetta una bella serata
2) la quiche (adoro il nome QUICHE :] ) è davvero invitante!

Con affetto,
la tua (resuscitata) Cavia.

Carolina ha detto...

Prevedo ponte dell'immacolata vacillante...
In effetti, hai avuto una discreta giornatina di m....!
Il diluvio stamani ha sorpreso pure me. Ed il bello era che dovevo scaricare le buste della spesa... Mi sono maledetta!
Questa quiche è strepitosa, ed io me la sono già segnata... ;)
Ti auguro un BUON (e altrettanto fortunato!) ponte...

tartina ha detto...

@Cavia: Cavia mia, sei tornata a commentare i miei assurdi post! sono contenta :) mi sa che come premio la kìsh te la faccio assaggiare... eheh (L)

tartina ha detto...

@Carolina: ahah speriamo che la luna storta si raddrizzi almeno per l'Immacolata! maledetto diluvio, non ha smesso di piovere da stamattina... grazie cara, buon ponte anche a te!

tartina ha detto...

@Caro: mica ti avevo riconosciuta con l'avatar nuovo -.-" ciao bellina, tanti baci :DDD

eli ha detto...

ahahah! Oserei dire...una giornata "Fantozziana"
Beh, ma almeno la quiche ti è riuscita benissimo!
Anche a me capitano simpatici siparietti con la spazzatura. Una volta mi si è "sguarato" il sacchetto dell'umido sopra la griglia dei box, così tutta quella deliziosa spazzatura è precipitata al piano sottostante lasciandomi nello sgomento più totale :DDDDD
Buon ponte!

tesargento ha detto...

credo oggi ci sia una qualche congiunzione astrale sfavorevole. Interrogherò Silvia sulla questione. Silvia è una mia compagna di università che quando hai un problema l tuo ragazzo e glielo racconti lei te lo risolve sempre chiedendo "eh ma lui che segno è?"
qualunque cosa tu risponda, saranno gli astri, non il tuo non telefonare per due settimane di seguito e mostrarti in pubblico con un biondo sconosciuto ad aver causato la sua irritazione. La adoro.
Tornando a noi, la congiunziona astrale mi sa che c'è sul serio perchè mi tocca eleggere oggi la giornata peggiore del 2009. Mi sono messa a piangere. Di fronte alla sconcertante catena di coincidenze sfortunate (iniziate con l'acqua della doccia che diventa improvvisamente fredda per non riprendersi più, finite -spero- con una matta corsa al pronto soccorso perchè mi sono quasi tranciata un pollice cucinando i cavoletti di bruxelles) sono scoppiata in un pianto disperato (aiutato dalla vista della mia cucina inondata di sangue) durato circa 40 minuti, poi diventati 40 minuti di risate isteriche. Risultato, ho una mano fasciata, il mal di testa e i miei amici mi hanno ufficialmente bollato come schizzofrenica.
La pate a quiche di Felder, però, è sempre qualcosa di bello a cui pensare (la prima volta che ho visto la facilità con cui si stendeva ho urlato al miracolo) in più, io odio la panna, magari iniziano anche le sequenze positive..
baci
Tesh

Barbara ha detto...

Mi hai fatta morire dal ridere, avrei voluto esserci per farmi due risate in questo giorno funesto.
Ora a casa rilassati, direi che per i prossimi giorni tu abbia gia' "dato".
Ciao :D
Barbara

Fiordilatte ha detto...

Se volevi strasmettermi ansia, nevrosi e rabbia ci sei riuscita perfettamente! Che giornata... anche la mia non è andata molto bene ma non per colpa del tempo, piuttosto per colpa di qualcuno ^^

Mammazan ha detto...

Devo solo eliminare i funghi che, ahimè, mi fanno male .... ma il resto mi piace tutto e tantissimo!!
baci e buon we

tartina ha detto...

@eli: ahah sìì sembrava avessi su di me la nuvolina funesta del ragionier fantozzi! maledetti sacchi della spazzatura. consoliamoci con la quiche, via.

@tesh: ti prego, voglio conoscere silvia! che donna! ahah
piccina, anche a te la giornata di ieri non è andata proprio bene... ciò convalida la nostra teoria di essere due sorelle separate alla nascita o due personaggi speculari che vivono in mondi paralleli. speriamo che oggi ci vada meglio :) baci

@Barbara: ripensandoci viene da ridere anche a me, ma ieri ero davvero col morale sotto terra eheh seguirò il tuo consiglio, relax assoluto! ciao )

@Fiordilatte: altro che venerdì 13! eleggiamo venerdì 4 come giornata-sfiga, via!

@Mammazan: anche eliminando i funghi, o magari sostituendoli con qualcos'altro, credo che la quiche venga bene lo stesso ;) baci, buon finesettimana anche a te!

manu e silvia ha detto...

Ciao! eh si..ci son giornate dove si capisce da subito in che senso andranno: tu parti completamente demotivata..e si risolve tutto ad un disastro!
buonissima questa quiche! la pasta felder dobbiamo sempre provarla anche noi, ed il ripieno è davvero ghiotto!
bacioni

Milla ha detto...

Bellissima e buonissima quiche..con una fetta di questa anche le giornatacce appaiono migliori, dai!!

tartina ha detto...

@manu e silvia: eheh quando uno parte male e si autoconvince che quella sarà una pessima giornata, è difficile che poi non si riveli tale :P voi quiche-addicted dovete provare la pasta di felder, assolutamente ;) baci!

@Milla: diciamo che la quiche le migliora, sì :) eheh