mercoledì 1 luglio 2009

Accidenti al diavoletto...



Se è vero, come dice il detto, che "gli opposti si attraggono", allora è ugualmente veritiero che "i simili si scontrano". Nonostante non sia bene generalizzare troppo, mi sono accorta che, spesso e volentieri, i litigi nascono proprio dal battibecco tra due caratteri troppo simili. Ovviamente ci sono anche - e sono numerosi, litigi che nascono per divergenze di opinione o incompatibilità di ideali e valori, e ancora i litigi che nascono per questioni stupide e superficiali; tuttavia bisogna ammettere che, perlomeno nell'ambiente familiare, le scenate che si scatenano sono principalmente causate da una convergenza di carattere, abitudini e inclinazioni. C'è anche chi afferma che litigare fa bene, che dopo il litigio i coinvolti ne usciranno più fortificati e più uniti. Minchiate, scusate il francesismo. Litigare non è certo una cosa piacevole, anzi, e se comunque poi lo scontro porta successivamente ad una riappacificazione e ad un rapporto maggiormente consolidato, c'è da dire che a volte purtroppo non è così, che i litigi si protraggono negli anni, che alcune fratture non possono essere risanate, e, allo stesso modo, che se tutto andava bene, manco c'era bisogno di litigare. I litigi nell'ambiente familiare sono i più frequenti: ovviamente siamo più capaci di dire a nostra sorella che il suo tailleur nuovo le sta malissimo, piuttosto che ad una collega, creando poi un ambiente di lavoro insalubre dove non riuscire a passare il resto dei nostri giorni senza il timore di essere pugnalati in pausa-caffè. Infatti il litigio è anche segno di maggiore confidenza con la persona con cui ci si scontra: in una coppia, il litigio avviene solitamente quando questa si è formata da un po' di tempo, mentre all'inizio si tende a passare sopra a tutto, credendo che alcuni difetti verranno smussati, o semplicemente che ci facciamo troppe paranoie. In casa, inoltre, ci sentiamo ovviamente più a nostro agio che in qualsiasi altro luogo e, quando vogliamo sfogarci, per un pretesto o per un altro, attacchiamo subito le persone che ci circondano. Molte volte capita di litigare solamente perché siamo insoddisfatti di qualcosa nella nostra vita, non perché il minestrone è troppo salato o perché non troviamo la custodia degli occhiali. Tuttavia, tornando al prologo iniziale, mi sono resa conto, quando litigo con i miei genitori (da figlia unica e non avendo nonni o animali in casa, sono gli unici abitanti delle mie quattro mura), spesso e volentieri è perché sono troppo simile a loro. Se ciò mi porta da una parte a non volerlo ammettere, dall'altra mi porta a riflettere. Più cresco e più mi accorgo di quanto assomigli a mia madre (sono testarda, non retrocedo tanto sulle mie posizioni!) e a mio padre (quando sono in difficoltà, tento di fuggire dai problemi; a volte mi innervosisco con poco). Gli scontri che nascono, quindi, sono solamente il frutto di una sorprendente compatibilità dei caratteri. E allora mi viene da sorridere, ripensando a quando, ragazzina adolescente ed inquieta (quando si è adolescenti non si riesce ad ammetterlo di essere intrattabili, anche questo si capisce solo in seguito grazie all'esperienza), in camera con la porta chiusa e serrata, pensavo risoluta "Non sarò mai come loro!" E solo col senno di poi riusciamo a capire quante cose vengono fatte solo per il nostro bene, solo a causa di quell'istinto protettivo che si ritrova in quasi tutti i genitori. E, via via che scorre il tempo, tendiamo sempre più ad assumere i loro atteggiamenti, anche quelli che mai avremmo sospettato di acquisire. Quanto fastidio ogni volta che, aperto lo scomparto della cucina, mi apparivano cartoni su cartoni di latte! Quel bisogno di mia madre di fare scorta di qualsiasi cosa, come se da un momento all'altro non si potesse più uscire di casa, o tutti i supermercati del mondo decidessero di chiudere inavvertitamente. E adesso? Adesso la ringrazio se, quando ho voglia di fare un dolce, il frigorifero è sempre pieno di uova e pacchetti di farina di ogni tipo, zucchero e lievito si moltiplicano indisturbati nello sgabuzzino. Non solo, grazie alle mie scorte, nella casa a Firenze, io e le mie coinquiline non manchiamo mai di tovaglioli o sapone per lavare i piatti.

Tra un dissapore e l'altro, vi propongo oggi un sapore che invece vi sarà gradito, un'originale idea di primo piatto in cui il kamut può essere tranquillamente sostituito con dell'orzo o del farro.


Kamut allo zafferano con zucchine e scalogni fondenti

Ingredienti

350 g kamut (precotto)
una bustina di zafferano
10 scalogni
8 zucchine
un litro di brodo vegetale
parmigiano reggiano
20 g burro
olio extravergine di oliva
sale

Procedimento

Scottare gli scalogni in acqua bollente per due minuti, scolarli e spellarli: tritarne fini 2, farli soffriggere in una casseruola con 3 cucchiai di olio, unire il kamut e lo zafferano e portare a cottura come se fosse un risotto, aggiungendo il brodo bollente poco alla volta. Tagliare a metà gli scalogni rimasti, sciogliere 10 g di burro in una padella antiaderente, unire gli scalogni con la parte tagliata rivolta verso il basso e cuocerli su fuoco dolce per 5 minuti circa. Girarli, proseguire la cottura per altri 2-3 minuti, regolare di sale e tenere da parte in caldo. Mondare le zucchine lavate, quindi tagliarle a rondelle sottili, aggiungendole al kamut a metà cottura. A cottura ultimata, togliere il kamut dal fuoco, unire il burro rimasto e abbondante parmigiano reggiano grattugiato, lasciar mantecare per due minuti circa e servire con gli scalogni dorati.

9 commenti:

Onde99 ha detto...

Che dolce che sei, Tartina, si legge tra le righe che ai tuoi genitori sei tanto tanto affezionata!!! La tua mamma dev'essere una persona saggia ed oculata e fa benissimo a tenere di scorta tutto quello che non deperisce. Con il tempo, avere la dispensa e il frigo pieni diventa un sistema per sentirsi più sicuri, un sistema facile da applicare e poco costoso (nella misura in cui i prodotti acquistati si consumano, ovviamente!!!!) Passando alla ricetta, il kamut mi piace proprio tanto e tu lo proponi in modo sano e gustoso, suggerisci sempre delle ricette molto simpatiche!

manu e silvia ha detto...

Ciao! eh si, hai pienamente ragione! spesso a litigare si fà con le persone con cui siamo troppo simili: avendo lo stesso modo di pensare...ma anch elo stesso carattere..si reagisce allo stesso modo!
Buonissima questa ricetta! davvero fresca ed estiva!
un bacione

Gunther ha detto...

è un ottimo piatto anche per questa esatte lo zafferano lo rende bello e speciale

Maya ha detto...

dai allora ti offro un posto in singola qua da me.. sai qua invece non sono molto inclini alle spese di casa!!!! Che nerviiiiiiiiii

tartina ha detto...

@Sere: Awwww :] Che DELIZIA di commento, il tuo!
Sì, alterchi a parte, sono affezionata ai vecchi.
Il kamut per me è stata una scoperta, ma penso lo riproporrò, è buonissimo =)))

@manu e silvia: Esatto, ragazze, è proprio così! Ci si impunta per le stesse idee, eheh :D

@Gunther: ;) Sì, da rifare

@Maya: Ahahaha Se vuoi invece io ti spedisco un po' di prodotti. Qua sembra di essere alla Coop.

tesargento ha detto...

lasciando fuori dal discorso i genitori, verso il quale sussiste il c.d. affetto "incondizionato" e cioè slegato da qualunque cosa possano dire o fare per me (e quindi anche dai loro pregi e difetti) mi sono resa conto che nei rapporti interpersonali chi si somiglia si piglia è da intendersi con "chi ha gli stessi interessi" e non "chi ha lo stesso carattere". Per contro, gli opposti si attraggono sarebbe correttamente da interpretare come "veniamo sempre attratti da quelle persone che presentano i pregi che mancano in noi"
I miei migliori amici spesso ascoltano la mia musica o leggono i miei libri preferiti o frequentano i posti che io adoro ma nessuno di loro ha la mia fissa per la riservatezza (sono la sola non facebookiana del gruppo), si divertono a prendermi in giro quando anche al fastfood inizio a fare ordine sulla tavola, alcuni hanno una costanza che ho sempre desiderato (soprattutto nello studio) altri una spensieratezza nel vivere che il mio senso del dovere non mi ha mai consentito.
Insomma, è bello stare con persone diverse, ma un punto di contatto ci deve pur essere perchè possiate iniziare a condividere qualcosa e se quell'unico punto di contatto sono i reciproci difetti, non so.. non mi sembra che possa funzionare
Passa un buon week end
baci
Tesh
p.s. mio fratello ha messo un veto su cipolle, cipollotti, scalogni e tutti i loro familiari, io li adoro e li uso tantissimo e lui mi accusa di distruggergli la vita sociale :p

lenny ha detto...

Proprio oggi un amico mi parlava dei continui litigi con la moglie, facendomi rabbrividire ...
Non so quale regola valga nel loro caso, ma per quanto riguarda i rapporti con i genitori non posso che condividere il tuo pensiero: anch'io scopro in me aspetti caratteriali che ho sempre criticato aspramente ai miei ...
Meglio mangiarci su un bel piatto giallo sano e vegetariano e non pensarci troppo :))

Fiordilatte ha detto...

Quanto ha ragione cara tartina, non l'ammetterò mai ma io sono la fotocopia di mio padre. Argh... però sapendolo, posso cercare di smussare ciò che odio tanto in lui. La cosa bella, è che quando mi comporto allo stesso modo, sento una vocina che me lo fa notare...

tartina ha detto...

@Tesh: Ahah quanto hai ragione su simili e dissimili!
Sì, sono d'accordissimo anch'io, io ho solo riportato dei detti popolari, ma in realtà su qeull'aspetto la penso esattamente come te!
Ahaha il fratello con l'alitosi no! Digli che sono zucchine venute male.
Baci*

@lenny: Eheh cosa comune, mi sa. Ovviamente sarebbe riduttivo pensare ai litigi come scatenati unicamente da una eccessiva somiglianza nel carattere. Evidentemente questi due tuoi conoscenti hanno seri problemi da risolvere :|

@Fiordilatte: Aahahahah io uguale a te, ma mi succede con entrambi i genitori. Anch'io cerco di smussare e modificare, ma alla fine tanto mi comporto esattamente allo stesso modo...