martedì 7 luglio 2009

Non aprite quella porta


I brividi sulla pelle sono una reazione spontanea del nostro organismo in seguito ad una particolare emozione che avvertiamo e/o situazione in cui ci troviamo. Per esempio, se uscissimo di casa a dicembre senza indossare il cappotto, il freddo dell'inverno ci penetrerebbe nelle ossa, facendoci rabbrividire: in questo caso i brividi servono ad inspessire lo strato superficiale della pelle, in modo che la minor quantità possibile di calore venga disperso per conduzione. Quando riceviamo una carezza dalla persona amata, può accadere che veniamo percorsi da un brivido di piacere, dovuto alle farfalle che volano beate nel nostro stomaco da innamorati. Tuttavia, voglio puntare i riflettori su un altro tipo di brividi: quelli che possono scaturire dal cigolio di una porta, dallo sbattere di una finestra, dalla sensazione che ci stia per accadere qualcosa di male. I brividi di paura. La paura è un'emozione istintiva e quella che, proprio per questo, più ci accomuna al mondo animale, e che deriva dalla percezione di un pericolo: come un cane che si spaventa per i botti di Capodanno, un uomo si spaventa per il rumore assordante di un tuono durante un temporale. Il rischio può essere fondato come no: ci sono paure razionali, che possiamo provare quando cadiamo da uno scaleo alto 3 metri intenti a raccogliere ciliegie, ma anche paure irrazionali, che possiamo provare quando guardiamo un film horror. Il rapporto con la paura, inoltre, si evolve e cambia con la crescita dell'individuo, ed assume varie forme per ognuno di noi. Io da piccola non avevo paura di niente; mentre i miei compagni piagnoni strillavano al ronzare di un'ape, io imperterrita non mutavo la mia serena espressione, forse intuendo che è da persone sagge non provare paura per qualcosa di infondato. In realtà, non l'avevo intuito. Una volta, infatti, fui lasciata a casa della nonna di un mio amichetto: la suddetta vecchina, per fare stare buono l'agitatissimo nipote, lo intimoriva con terrificanti storie di pura invenzione. Trovandomi lì, assistetti alla scena. Sebbene a lui quel "lupo che si trovava nell'altra stanza" non facesse né caldo né freddo, a me invece segnò profondamente. C'è infatti la tendenza, del tutto sbagliata vi assicuro, di fare del terrorismo psicologico ai bambini, solo perché non si ha la forza di imporsi in quanto adulti. Non solo, è errato anche raccontare "se dici le bugie ti cresce il naso come è successo a Pinocchio". Perché infarcire le piccole testine di queste assurdità? La verità, sembra strano, ma è la strada migliore: il bambino capirebbe che dire bugie è sbagliato, e non si infilerebbe continuamente le dita nel naso cercando di farlo stare fermo e di impedirgli di allungarsi. Ciò è, per i piccoli, infinitamente deleterio, e ve lo dice una che, dopo la storiella dell'inquietante "stanza di là", ha avuto paura del buio fino all'imbarazzante età di anni 13 e mezzo. Fino a 10 anni, di sera, non riuscivo neanche a spostarmi da sola per andare al bagno, avevo sempre bisogno di qualcuno che mi accompagnasse. Il mio era terrore puro, mi immaginavo le cose più inquietanti nascondersi al di là del muro. Ovviamente dormivo con la coperta tirata fin sopra la testa (d'estate, anche con 40°, il lenzuolo non mancava mai) e lo zaino lo dovevo fare almeno prima di cena, per evitare di fare la sera il tragitto salotto-camera da letto, di circa 5 metri tra l'altro. Il colpo di grazia me lo inflisse la visione non voluta del film di Spielberg IT. Ovviamente da lì in poi la grata della doccia è stata guardata sempre con sospetto, e i pagliacci, tranne Krusty il Clown dei Simpson, mi hanno sempre un po' intimorita. Adesso, per esempio, questa strana fobia mi è del tutto passata. Mi muovo nel buio come un pipistrello senza troppi problemi. Anche se un film horror qualsiasi mi causa ancora una certa tachicardia, non riesco assolutamente a vederlo come qualcosa di pura finzione (mettete in conto anche la mia spiccata fantasia e immaginazione)! E anche gli specchi hanno quel non-so-che di spettrale, soprattutto quando sono in casa da sola (e l'immagine riflessa non è delle migliori ahah). Ho sviluppato altri tipi di paure, per esempio quella di farmi del male in qualsiasi modo, o che succeda del male alle persone a cui voglio bene. Per fortuna, però, non ho fobie che sfociano nella paranoia, come le gettonatissime aracnofobia (paura dei ragni) e claustrofobia (paura dei luoghi stretti e chiusi). Per esempio, sapevate che Madonna è brontofobica(paura dei temporali)?

Oggi la ricetta di questi deliziosi muffins, provenienti dal blog Fior di Frolla. Io li ho fatti con marmellata di ciliegie e di albicocche, ma potete scegliere il gusto che più vi piace. Ah, dimenticavo, non abbiate paura di abbondare, con la marmellata ;)


Muffins cuor di marmellata

Ingredienti

secchi:
250 g farina 00
140 g zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

umidi:
2 uova piccole
85 g burro fuso
200 ml latte

marmellata al gusto prescelto

Procedimento

Mescolare gli ingredienti secchi e quelli umidi in due ciotole separate, quindi unire i due composti mescolando poco, e lasciando l'impasto piuttosto grumoso, non liscio. Versarne un cucchiaio negli appositi stampini, unire un cucchiaino abbondante di marmellata, e coprire con altro composto, fino a riempire i 3/4 dello stampino. Cuocere nel forno preriscaldato a 175° per 20 minuti circa. Sfornare e, appena si saranno raffreddati, cospargere di zucchero a velo.

13 commenti:

manu e silvia ha detto...

Ciao! che golosi questi muffin con la marmellata!
li avevamo addocchiati anche noi... ti son riusciti davvero bene!
bacioni

eli ha detto...

Ahahah! anche mia figlia ha paura della doccia di It. Lei ha anche paura degli Ufo perchè da piccola è rimasta traumatizzata da X files, che sbirciava di nascosto dalle scale.

Chissà perchè siamo comunque attratti da ciò che ci spaventa? Andiamo lo stesso a vedere film horror anche se poi stiamo per metà film con le mani sugli occhi, oppure saliamo su giostre da infarto gia terrorizzati ancor prima che questa parta!

Mah come siamo strani!

Il film che mi ha terrorizzata? "L'esorcista" Linda Blair che vomitava purea di piselli e parlava con voce da camionista con la faringite adesso fa ridere, ma allora mi aveva scioccata!

babi ha detto...

Ma pensa te, pure io da piccola sono rimasta talmente tanto sconvolta dalla visione di It che ho sviluppato una repulsione incredibile per i pagliacci! E non parliamo di Pinocchio (una favola che mi ha sempre fatto piangere di paura) e del terrore del buio di quand'ero piccola! Mia nonna diceva che c'era Mommotti (l'uomo nero) nelle stanze in fondo alla casa, così secondo lei stavo buona. I racconti di Mommotti mi terrorizzavano e mia madre se la prendeva tantissimo con mia nonna e non voleva che mi raccontasse queste storie! Probabilmente se da piccola non mi avessero riempito la testa di certe cavolate adesso riuscirei a vedere San Valentino di sangue al cinema... invece no, le gambe mi tremano al solo pensiero! :P

Maya ha detto...

ahahahah! mi faccio sempre 1.000 risate qua da te..! Ottimi Muffins!

Carolina ha detto...

Quei cuori di marmellata mi fanno venire un'acquolina...
Purtroppo (?!) qua i muffins hanno glasse enormi e di colori psichedelici, che personalmente trovo poco rassicuranti... Ma mi sto adattando anche a questo (credo...).
Un bacio.

tartina ha detto...

@manu e silvia: ;) Sono una garanzia, questi muffins :P

@eli: Ahahahah
It è ancora il mio incubo, infatti!
E io pure sbirciavo X-files dalla porta del salotto. Solo la musichina mi accelera il battito cardiaco!
Ecco, "L'esorcista" non mi sono mai decisa a guardarlo. So che è un film vecchio, e che forse appunto mi farebbe più ridere che altro, ma proprio non ce la faccio! Sono sicura di non dormire per i 4 giorni consecutivi :|

@babi: It miete vittime!!!
Nooo Mommotti! Che poi il nome farebbe anche ridere, ma vedete quanto queste storielline delle nonne possano causare terrore negli anni a venire nella vita di un povero innocente bambino?
S. Valentino di sangue! Ottimista, io non riesco neanche a leggere Edgar Allan Poe senza essere suggestionata!
;)

tartina ha detto...

@Maya: Vedi? Mentre noi tutte tremiamo di paura u.ù
Ahahah

@Carol: Sei a Londra? Ti prego, ordina un megamuffin cioccolatosissimo da Starbucks, incartalo e spediscimelo :P

sabrine d'aubergine ha detto...

Un'altra ricetta interessante portata dalla "tempesta di muffins" attualmente in corso nella blogsfera... Da provare!! A presto

Onde99 ha detto...

Mi hai dato un'idea per i muffin... Ho giusto un po' di marmellatine da finire, prima che ricominci la superproduzione estiva, con frutti di bosco e fichi!

Nicole ha detto...

Ciao! ma sai che mi hai proprio preso col tuo racconto sulla paura? io sono una fifona nata,e col tempo ho solo cambiato le paure,ma non si sono estinte del tutto. Mi fa ridere che hai citato proprio i pagliacci perchè sono una delle cose che mi spaventano...tranne Krusty!eheheh, per fortuna non se ne vedono molti in giro e comunue si possono benissimo evitare!!mi hai fatto venire voglia di muffin! baci!

tartina ha detto...

@sabrine: Sì, ormai si è scatenata una muffins-mania, ma sono decisamente meglio delle pastine confezionate, non trovi? :P

@Sere: Wiiii che bello, sono contenta di averti dato lo spunto! Mi piace aiutare le amiche in difficoltà, soprattutto quando hanno della marmellata che giace minacciando di andare a male :D ahah
Scherzi a parte, sono buonissimi, davvero!

@Nicole: Io come te! Che poi i pagliacci italiani sono molto più blandi e meno costruiti di quelli americani. Ma se me ne vedo uno col faccione bianco e un palloncino rosso davanti, giuro che mi metto ad urlare!

dada ha detto...

Mi hai fatto quasi paura... che non potessi mangiarli :-)
E' si' la paura difficile da padroneggiare e prende sempre mille vie. Senti ma quella nonnina ti ha traumatizzato, mannaggia :-)
Buona notte

tartina ha detto...

@dada: Ahah
Sì, e sai che continua a farlo coi nipotini piccoli anche adesso? La Strategia del Terrore!