sabato 28 novembre 2009

Ana non è amica Mia


Crackers, inserito originariamente da la tartina.

Piaga sociale dei nostri tempi, problema relativo soprattutto agli adolescenti, è purtroppo quella dell'anoressia: campagne su campagne pubblicitarie (da ricordare quella di Nolita) si impegnano a combatterla e a cercare di arginare la sua pericolosa diffusione, all'estero e in Italia. Intanto però lo stilista tedesco Karl Lagerfeld della maison Chanel dichiara, lasciando tutti a bocca aperta per lo stupore (ci si chiede se la sua genialità nel campo della moda sia inversamente proporzionale al suo buon senso), "Il mondo della moda è fatto di sogni e illusioni e nessuno vuole vedere donne rotonde" e anche "Solo alle grasse non piacciono le modelle che sfilano in passerella sul piccolo schermo". Carolina Reston è la modella ventunenne morta per anoressia nel novembre 2006: la madre rilascia una commuovente dichiarazione sul fatto di non lasciare che questa moderna malattia prenda campo, di stare attenti ai primi segnali che possiamo captare dai nostri figli, i mass media si scaldano, la questione è rovente, basta con questa angosciante situazione, è morta una ragazzina, cristosanto, una ragazzina. Intanto però la modella Filippa Hamilton viene licenziata da Ralph Lauren perché "troppo grassa"; tengo a precisare che è alta 177 cm per un misero peso di 54 kg, pelle e ossa insomma. Lo stilista Mark Fast, in occasione dell'ultima Settimana della Moda ha portato sulla passerella tre modelle poco più in carne delle ragazze che siamo abituati a veder sfilare abitualmente. Si è gloriato di applausi e critiche positive sulla lotta all'anoressia e alle modelle taglia zero, dichiarando di essersi innamorato del carisma delle tre ragazze in questione. Intanto però, insieme a loro, ha fatto sfilare una schiera di piccoli scheletri, e allora ci si chiede se la sua sia più un'ipocrisia o un nobile proposito. La prestigiosa rivista di moda Vogue si fa portavoce di una campagna contro l'anoressia, "rimpolpando" le modelle fotografate grazie all'utilizzo di Photoshop: ci si limita, cioè, a riempire di poco le guance scavate e a coprire con un po' di epidermide le sporgenti ossa dello sterno, niente di più. Per il Times di Londra, che riesce a mettere le mani sulla lettera scritta da Alexandra Shulman inviata ai maggiori stilisti in cui dichiara "I vestiti che le case di moda ci inviano sono sempre più piccoli. Siamo al punto che le modelle più famose -come Naomi Campbell, Linda Evangelista o perfino la magrissima Kate Moss - non riescono più a indossarli", questo è un enorme passo avanti. Intanto però le stime sono raccapriccianti: anoressia e bulimia sono le malattie che causano il maggior numero di vittime tra le ragazze di età compresa tra i 12 e 25 anni; di anoressia e bulimia nervosa soffrono in Italia tra le 150 e le 200 mila ragazze. Da parte di queste c'è il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo "normale" per età e statura, un'intensa paura di diventare grassi anche quando si è sottopeso, l'alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o l' eccessiva influenza del peso e della forma del corpo su i livelli di autostima, il rifiuto di ammettere che c'è un serio problema e di essere aiutate, l'amenorrea (assenza di mestruazioni per almeno 3 mesi) che può provocare gravi danni all'ipofisi. Il disturbo alimentare si può articolare in due modi: con restrizione (il soggetto smette praticamente di mangiare); con abbuffate/condotte di eliminazione (bulimia: ingurgitare quantità di cibo esagerate per poi espellerlo nei modi più disparati). Tali disturbi derivano sicuramente da una buona componente psicologica, da un rapporto sbagliato con la famiglia, da una situazione critica personale: tuttavia come passare sopra al fatto che il mondo che ci circonda offre continuamente immagini di ragazze-stecchini, donne che di femminile hanno giusto gli abiti e a volte neanche quelli? Ultimamente, poi, sembra che l'anoressia sia diventata quasi una moda tra le giovanissime. Proliferano i siti e i forum in Internet in cui vengono esaltate figure femminili scheletriche (le Olsen, Nicole Richie, Victoria Beckham), ci si riferisce alle patologie in maniera affettuosa, come fossero delle amiche (Ana è l'anoressia, Mia è la bulimia), si sentono lamentele da parte di chi ha un fisico pressoché perfetto. Non importa se poi gli uomini quelle modelle avrebbero quasi disgusto a toccarle, se i danni fisici e psichici a cui portano malattie di questo genere sono irreversibili, e il vortice che creano è senza fine. Belle le clavicole che sporgono come lame affilate, bella la galleria che si forma tra le cosce, così larga che ci potrebbe passare un Eurostar, belli i capelli sfibrati, sedere e seno inesistenti. Quando milioni di persone muoiono di fame, si sceglie di non mangiare: il problema infatti caratterizza paradossalmente i paesi più industrializzati. Inutile combattere questa voragine se poi viene nello stesso tempo incentivata, mettetevi d'accordo! Retoricamente parlando, forse, il consiglio che viene spontaneo è di preferire la salute, magari con un lardellino in più, piuttosto che un'inquietante silhouette da Sposa Cadavere; di sentirsi bene con se stessi e con gli altri, non cadendo in questi errati meccanismi psicologici; di optare senza indugi per un appagante piatto di pasta piuttosto che per un'insalatina scondita.

Oggi vi propongo la ricetta diffusa a suo tempo da Adina, poi ripresa da Francesca e infine da me. Questi crackers saporiti e friabili, sono perfetti per un aperitivo o semplicemente come spezza-fame: ebbene sì, caro Lagerfeld, da mangiare nel corso della giornata, alle ore più disparate, con l'unica prerogativa che si avverta il naturale stimolo della fame!


Crackers saporiti

Ingredienti

250 g di farina
8 cucchiai di olio extravergine di oliva
un cucchiaino di sale fino
acqua per amalgamare
paprika, semi di lino, di sesamo, di girasole, di zucca... (scegliere gli ingredienti preferiti)

Procedimento

In una ciotola impastare la farina con il sale, l’olio e aggiungendo a filo acqua fino a formare un impasto morbido ed elastico. Coprire con un telo di cotone e far riposare in un luogo asciutto per 30 minuti. Riprendere l’impasto e stenderlo con il mattarello su una spianatoia di legno spolverizzato con poca farina per non far attaccare l’impasto. Stendere una sfoglia fine. Tagliarla a rettangoli (ma potete sbizzarrirvi con le forme o i tagliabiscotti), ne verranno fuori circa 18. Spolverizzarli con un pizzico di sale e porvi sopra gli ingredienti prescelti (nel caso dei semi fare una leggera pressione sull'impasto per farli aderire bene al crackers). Disporre i crackers su una leccarda rivestita di carta forno e mettete in forno già scaldato a 180° per circa 12 minuti. Mangiare freddi. Si conservano bene avvolti nella pellicola trasparente o posti in una scatola di latta.

14 commenti:

kristel ha detto...

Hai davvero ragione. Speriamo che le cose possano cambiare perché non é possibile rovinare la vita di noi donne solo per degli steriotipi. E poi é cosi bello bersi una bella bottiglia di vino con del formaggio in compagnia di amici, magari anche con qualcuno di questi crackers! Buon we!!

Elisa ha detto...

Purtroppo l'anoressia non è più esclusivo appannaggio del mondo della moda, si sta infiltrando sempre di più nella vita di tutti i giorni. Anche all'uni mi capita di vedere tantissime ragazze così spaventosamente magre scimmiottare Kate Moss e Nicole Richie, una cosa spaventosa!

Buoni questi crackers, soprattutto quelli a forma di cuore sono molto carini!

Isafragola ha detto...

Ben detto tartina!

Alex ha detto...

...addirittura Karl Lagerfeld dopo aver firmato una linea per H&M ha ritirato la collaborazione quando ha scoperto che i capi andavano prodotti anche in taglia 46 e 48!!!
Mi occupo di moda da tanti anni, e purtroppo i messaggi negativi abbondano...proprio oggi ne parlavo con Virginia: non mi interessano più certe riviste di moda tappezzate da modelle con occhi bistrati, gambe bianchissime e lunghissime e vestiti che stanno male anche a loro!!!

tartina ha detto...

@kristel: esattamente, kistel! viva i crackers e il non avere sensi di colpa nel mangiarli! :D

@Elisa: sì, purtroppo hai ragione, ho notato anch'io questa "tendenza".
grazie, cara!

@Isa: ;)

@Alex: che poi vorrei ricordarti di com'era Karl Lagerfeld un po' di anni fa... era obeso! quindi da che pulpito nasce la predica. che tristezza. di che cosa ti occupi precisamente? sono curiosa :)
(hai notato poi come, in quelle riviste, le modelle appaiano tutte estremamente identiche?)

eli ha detto...

a Lagerfeld dovrebbero dire di collegare il cervello alla bocca prima di parlare.
Non so da dove sia partita l'idea che degli abiti debbano essere indossati da degli scheletri per essere mostrati al pubblico. (economizzare il tessuto?).
Una volta ho visto una sfilata di modelle oversize, erano carinissime, piene di vita, i vestiti gli stavano d'incanto e non ultimo...sorridevano mentre sfilavano!
Un bacione!

NIGHTFAIRY ha detto...

A me pare che si vada sempre peggio..I crackers sono strepitosi!

tartina ha detto...

@eli: infatti! la maggior parte di questi manichini ambulanti non a caso si suicida o entra in un pericoloso giro di droghe... :|

@night: grazie cara!

babi ha detto...

Questo è un argomento serio Tartina, dannatamente serio. E i disturbi alimentari ormai non riguardano più le sole ragazze. Sempre più adolescenti di sesso maschile ne soffrono. Purtroppo dal mondo della moda non possiamo aspettarci buoni esempi. Fino a che continuerà a regnare Anne Wintour, che nel fashion business può realmente fare il bello e il cattivo tempo, nessuno stilista avrà il coraggio di andare controcorrente. Farlo significherebbe smettere di lavorare. Lei vuole le modelle scheletriche e tutte le passerelle del mondo le devono avere. Punto. Questo non significa che al di là della passerella non si debba cercare di fare qualcosa.

v@le ha detto...

purtroppo il mondo gira cosi:(
che gola questi crackers

tartina ha detto...

@babi: dici che "eliminando" la wintour si vedrebbero dei progressi e miglioramenti in merito? secondo me ormai la mentalità della nostra società è malata, e questo canone continuerebbe ad imporsi... invochiamo un ritorno non dico tanto alle donne giunoniche rinascimentali, quanto alla salubre normalità.

@v@le: :)

Gunther ha detto...

hai fatto bene a parlarne si anoreressia e bulimia, perchè oltre alla responsabilità individuale ci sono anche le pressioni sociali molto forti, quando vedo bambine che si mettono in restrizione alimentare c'è da preoccuparsi sul serio. NOn bisogna lasciarsi consizionare

tartina ha detto...

@Gun: esatto, è un problema che ci riguarda da vicino, ma spesso e volentieri alquanto sottovalutato...

Sorriso ha detto...

Ciato Tartina,
sono capitata qui per caso e curiosando tra le tue favolose ricette ho trovato questo post.
L'argomento che hai trattato l'ho considerato anche io in un mio recente post.
Mi permetto di dire che la moda nulla centra con l'anoressia restrttiva e l'anoressia bulimica. Quello è semplicemente un campo che mostra quella che è la realtà di oggi (e mostra come l'essere umano voglia sempre approfittare delle situazioni).
La causa reale di queste malatie psicotiche deriva solamente da problemi con la famiglia d'origine. Quello che danneggia il rapporto con in cibo di una ragazza non è la volontà (di essere magra, di non mangiare, di mostrarsi...) è la necessità in qualche modo di attrarre l'attenzione mai giustamente avuta dalla madre...
Tanto c'è da dire e da fare sull'argomento. La gente muore.
Solo, solo, solo e solo una giusta psicoterapia può aiutare una persona malata.

Babi: si, ci sono anche molti maschi oggi che soffrono di questa malattia, ma la cosa è un pò diversa (infatti uno dei sintomi è la menorrea che agli uomini non appartiene).


un Sorriso...